Ti guardo rientrare dalla porta, riappropiarti di te, della tua casa, della tua vita.
Di gesti piccoli,apparentemente banali: fare le polpette, spegnere la luce quando si esce, non accendere la televisione.
Mi chiedo se, quando avrai finito, ci sarà ancora posto per me.
Stupida, penso, di me.
Ingannata dai telefilm.
Certo, lo so, che ci sarà spazio.
Tantissimo.
Tutto lo spazio pieno di te.
Che non è vero quello che dicono, quello che si pensa: che perché ci stia un altro bisogna ritirarsi in un angolo e rinunciare a spazi per se, è il contrario: più ci sono io, più posso diventare casa.
Sarai una casa bellissima, coi gerani alle finestre e la luce che entra d’improvviso.





