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    Una storia semplice

    Una storia semplice

     
  2. Ti guardo rientrare dalla porta, riappropiarti di te, della tua casa, della tua vita.
    Di gesti piccoli,apparentemente banali: fare le polpette, spegnere la luce quando si esce, non accendere la televisione.

    Mi chiedo se, quando avrai finito, ci sarà ancora posto per me.

    Stupida, penso, di me.
    Ingannata dai telefilm.
    Certo, lo so, che ci sarà spazio.
    Tantissimo.
    Tutto lo spazio pieno di te.
    Che non è vero quello che dicono, quello che si pensa: che perché ci stia un altro bisogna ritirarsi in un angolo e rinunciare a spazi per se, è il contrario: più ci sono io, più posso diventare casa.

    Sarai una casa bellissima, coi gerani alle finestre e la luce che entra d’improvviso.

     
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    Delle volte delle cose mi vengono facili e non so perché.

(presso Parque Usaquén)

    Delle volte delle cose mi vengono facili e non so perché.

    (presso Parque Usaquén)

     
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    📚+📚+📚= 😄

(presso Corferias)

Come mi immagino il paradiso, tipo.

    📚+📚+📚= 😄 (presso Corferias)

    Come mi immagino il paradiso, tipo.
     
  5. Oggi per strada c’era questa ragazza bellissima.
    Esile come una foglia, il profilo appuntito.

    Un paio di gambe magre magre che scomparivano in un cappotto verde scuro. Aveva i capelli corti e camminava parlando al telefono. Sorrideva ma poco, sembrava quasi sorridesse per sè e non per la persona con cui stava parlando.
    Era una specie di sorriso a prescindere.

    I capelli corti, un accenno di frangia.

    Aveva una valigia, rossa, di quelle un po’ vecchie che sembrano quasi di cartone, senza rotelle, col manico e basta.

    La portava con la mano sinistra e sembrava leggera.

    Quando mi ha attraversato la strada davanti agli occhi, per un momento brevissimo ho pensato: vorrei essere lei.

    Ma non era vero.
    La verità era che le invidiavo la valigia rossa, quel contenuto così leggero che si portava in giro come fosse uno scherzo al mondo e quel sorriso di vento che sembrava nato ieri e prometteva di durare per sempre.

     
  6. Non c’è verso.
    Se vedi un uomo, su un ponte, con un ombrello e che porta un cappello, ovunque tu ti trovi, ti senti a Praga.

     
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    La felicità è un pallone, lo sanno tutti. 
 (presso Gimnasio Alessandro Volta)

    La felicità è un pallone, lo sanno tutti. (presso Gimnasio Alessandro Volta)

     
  8. Aspetto l’ora azzurra della sera, tutti i giorni.
    Quando arriva giro gli occhi tutto attorno ed è come stare nel tuo sguardo sempre.

     
  9. Spettabile Dio,
    si potrebbe avere una notte di 25 o 26 ore?
    solo per stavolta…eddai.

     
  10. Mi sono seduta accanto al tuo dolore e non mi ha fatto male:
    Ho guardato il cielo e respirato fortissimo e tutta l’aria mi è entrata nel cuore e ora l’ho messa in una scatola di cartone. L’ho chiusa con lo spago e la tengo accanto al letto.

    Un giorno ti siederai accanto a me e mi dirai: ho sete.

    Correrò a prendere la scatola e quando la terrai sulle ginocchia avrai un sorriso che vorrà dire che era esattamente quello di cui avevi bisogno.

    Niente sarà stato inutile, mai.

     
  11. Spettabile Dio,
    mi presti un secondo i tuoi super poteri?
    Faccio presto: aggiungo una domenica e poi te li ridó.

     
  12. Effetti ottici

    Guardo forte verso la fine di questa settimana.

    Vedo solo girasoli.

     
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    Ovunque proteggi (cit.)

 (presso Transmilenio: Coliseo)

    Ovunque proteggi (cit.)

    (presso Transmilenio: Coliseo)

     
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    Far far west

 (presso Carulla)

    Far far west (presso Carulla)

     
  15. A volte quando qui è molto tardi penso a quanto è presto da te.

    Quando ci penso molto forte mi sembra quasi di sentire la terra che mi ruota sotto piedi, allora a volte penso che se mi metto a correre fortissimissimo magari ti raggiungo e dopo é primavera.